La vera storia del cappotto da donna

Nei primi anni dell’Ottocento, come cappotto d’inverno, il Corriere delle Dame presenta la doglietta, douillette nella moda di Francia: un cappotto da donna confortevole di linea a vestaglia, incrociato sul davanti, solitamente lungo e realizzato in tessuti pesanti di seta, imbottito o foderato di pelliccia o di raso, con collo sciallato o a bavero sovrapposto. Tuttavia le signore continuarono a portare mantelle e mantelline di diverse fogge; solo dopo la prima guerra mondiale si sarebbe imposto il cappotto da donna ricalcato sui modelli maschili.

Tra i diversi modelli di mantelle indossati sulla crinolina, si distingue il paletot da passeggio: corto e ampio, di linea svasata e con ampie maniche; veniva confezio- nato con stoffe leggere, come seta e velluto, rifinito con guarnizioni ai polsi e ai bordi, spesso dotato di una mantellina piu` rigida. Il dolman era un cappotto da donna di moda nella seconda meta` dell’Ottocento, indossato sopra il pouf. realizzato in panno del Caucaso nei colori blu russo, nero o grigio, era lungo trequarti, con maniche morbide, ampie al fondo, guarnizioni, ricami e profili in “treccia di seta nera con alamari a ghiandoline” o in pelliccia.

Deriva dal capospalla maschile della Turchia, simile ad un cappotto che, nel XIX secolo, divenne l’uniforme da parata degli Ussari. Nel Ventesimo secolo la sua forma base ha ispirato una linea di cappotti eleganti e raffinati, lunghi alla caviglia, con maniche lunghe e morbide, e bordature di pizzo o frange. Agli inizi del Novecento il soprabito femminile inizia a diversificarsi in base alle varie occasioni; Il cappotto da donna alla cosacca, ispirato alle uniformi dei soldati russi, si arricchi` di guarnizioni e alti colli di pelliccia, preferibilmente astrakan nero o grigio chiaro mentre il manicotto rotondo in pelliccia appeso al collo con un nastro, divenne indispensabile. La Prima Guerra Mondiale, come uno spartiacque tra vecchia e nuova generazione, favori` la democratizzazione della moda.

Tutte le donne, anche quelle della buona societa`, furono impiegate in attivita` produttive e di sostegno sociale. Negli anni Venti, la nuova silhouette femminile che non doveva mostrare curve appariscenti, trovo` nella moda del cappotto di foggia maschile il capospalla semplice e funzionale, leggero e caldo che esaltava la liberta` dei movimenti.

Il cappotto da donna degli anni Trenta, si ispirava ai modelli della haute couture parigina e alla moda delle star di Hollywood; i cappotti d’ispirazione militare divennero piu` squadrati grazie alle spalle allargate artificialmente per mezzo di imbottiture e ai rigonfiamenti del giromanica; agli inizi degli anni Cinquanta, il cappotto da donna torno` ad assumere una silhouette piu` femminile con maniche ampie ad attaccatura bassa; inizialmente lungo al polpaccio, successivamente venne accorciato.

Negli anni Sessanta, fece comparsa i primi mini cappottini, al seguito della minigonna, per la nuova donna-bambina. Nelle collezioni pre^t-a`-porter dei primi anni Ottanta, il voluminoso cappotto da donna invernale e` il must della stagione; gli anni Novanta vedono, come fonte d’ispirazione, un generale revival degli stili del Novecento secondo un gusto piu` personale e spirituale.